mercoledì 26 ottobre 2016

Justice Demolition e il viaggio nella musica


Abbiamo intervistato Moreno, in arte JD, che ci ha portati nel suo mondo fatto di rap, hip hop, denuncia sociale e speranza per il futuro. Perché è importante non sottovalutare il potere della musica.
  • Raccontaci chi sei, da dove nasce la tua passione e perché hai scelto questo nome!

Mi chiamo Moreno Marino, in arte Justice Demolition (JD) e vengo da Città Sant'Angelo, in provincia di Pescara. Faccio Rap (anche se preferisco utilizzare il termine Hip Hop per l'amore che ho per i valori di questa cultura). Questa passione è nata ancor prima che io scoprissi questo genere di musica e tutta la cultura di cui fa parte. Già da piccolo sono sempre stato affascinato dalle rime, ogni parola era una rima da trovare, a volte con parole di cui non conoscevo neanche il significato (ride, nda). Poi, crescendo, ho scoperto il rap per caso: quando a casa mettevo mtv senza capire nulla di musica a volte passava qualche brano di Eminem, poco dopo uscì Mondo Marcio, e fui sempre più tirato dentro (ancora un piccolo ignorante ma con qualcosa dentro quando ascoltavo quelle frasi messe in rima). Mi passarono i primi cd che uscivano da alcune riviste dove ascoltai qualcosina di più. Fine delle medie venne internet, lento come non mai e rimasi affascinato dalla quantità di materiale su YouTube. Da lì a poco iniziai a cercare tutti i rapper italiani e ascoltai i Dogo, Vacca, Bassi Maestro, gli Huga Flame, Inoki e Fibra e così via. Non passò molto tempo che, sempre per caso, iniziai a fare qualcosa di più del semplice ascolto.
Per quanto riguarda il nome, sono sempre stata una persona che crede nel giusto, nella giustizia a tutti gli effetti, dalle cose più stupide alle cose più importanti, e vedevo mancare questa giustizia attorno a me, attorno alle cose che accadevano, e volevo distruggere, demolire tutto ciò per fare qualcosa che fosse realmente corretto. Da qui Justice Demolition ( aka JD). Al giorno d'oggi credo ancora in questi valori e in questa idea, ma in maniera differente, con una diversa visione, più astratta, ma mi accompagna ancora in qualche modo.



  • Nel brano "dal giorno uno" canti "dal giorno uno io e la mia musica, la indosso come il prete con la tunica". Potresti definirla una vocazione, una fede, quindi, quella che nutri nei confronti della musica? 

Assolutamente sì, è tutto per me! Io ci credo ancora, credo ancora nei valori delle emozioni e cerco di fare il possibile per trasmettere quello che ho dentro, magari aiutando qualcuno che si sente come me, così come hanno fatto altri artisti quando io stavo male, quando non credevo più in nulla. Io indosso la musica, la porto sempre con me, l'unica che non mi ha mai lasciato solo, e quando scrivo, registro, canto, la sento su di me, proprio come una tunica sul prete quando fa ciò per cui si sente chiamato di fare. Ho sempre pensato che la musica andasse oltre ciò che si vede e si ascolta; va dentro a scavare ciò che si sente, ciò che si prova, e se non fosse per essa chissà quali scelte avrei fatto. Col tempo ho capito solo una cosa: non sono io ad aver scelto la musica per star meglio, è la musica che, per qualche assurda ragione, ha scelto di venire a salvarmi.


  • Nei tuoi brani, come in "il vero riconosce il vero" quando reciti "tutti sotto con le droghe, tutti a fare i saggi", fai spesso riferimento alla società, alla mancanza di meritocrazia, all'abuso di potere. Temi forti e attuali. Ritieni che la musica possa essere un mezzo efficace di denuncia sociale?

A mio parere, la musica è l'unico mezzo, ma parlo principalmente di musica indipendente, musica libera. Non critico gli artisti con contratti, anzi, buon per loro, però bisogna ricordare che chi scrive, chi canta, ha un’enorme responsabilità nei confronti di chi ascolta. La società è malata, le persone sono viscidi esseri manipolati da essa, il valore delle persone è surclassato dai vari tornaconto. Prendi, per esempio, un professore, uno qualsiasi, che comincia a dire che le droghe aiutano, che il fregarsene è giusto, che non serve rispondere alle domande perché tanto il sapere è pericoloso e può determinare la tua emarginazione, e intanto la classe fa ciò che vuole, e se avrà problemi non sarà mai colpa del professore, ma di chi glieli causa: il problema non è nel loro modo di porsi, ma in quello degli altri. Poi altri professori vedono che quel metodo evita rogne e cominciano ad adottarlo anche loro, tanto sono belli col fondoschiena parato e lo schifo lo lasciano agli altri. Ora prendi un altro professore, magari appena arrivato, che crede nei valori e negli insegnamenti e vede tutto lo schifo intorno e cerca di lottare per far capire agli studenti (che rappresentano le persone a cui vuole bene, le persone che hanno il futuro in mano, che un giorno potrebbero essere la più grande riuscita come la più grande disfatta) che c'è un modo migliore, per tutti, sicuramente più faticoso; essere veri in primis con se stessi e poi con gli altri è faticoso, ma aiuta a migliorare il nostro piccolo mondo.
Ora, io non voglio definirmi un professore, ma sarei uno dei candidati a rappresentanza degli studenti, che però non viene votato perché "non ci sarebbe un tornaconto", secondo le logiche di altri professori e studenti. La musica può essere un metodo efficace di denuncia sociale? La musica è nata per quello. Tramite storie, racconti, metafore, esperienze personali, emozioni e valori, la musica ha il potere di creare e distruggere, ma l'essere umano tende sempre alla distruzione e, talvolta, all'autodistruzione. L'arma c'è, è l'esercito che manca.


  • C'è solidarietà tra voi artisti indipendenti? Solitamente la competizione è alta; potresti considerarti parte di una "grande famiglia"?

Questa è una gran bella domanda... Purtroppo la competizione spesso è altissima e si perde lo spirito di fratellanza, e, sempre purtroppo, questo spirito scarseggia molto. Non c'è una grande famiglia, se non tra gli artisti che in primis si mettono a nudo come persone, ma anche lì alcune situazioni fanno capire che in questa famiglia l'unica grande cosa che c'è è l'invidia. Negli ultimi anni, tra i nuovi suoni all'interno del genere, la suddivisione tra i puristi e la nuova scuola e tutta la guerra che si fanno, da pagliacci, non c'è più niente neanche tra i "simili". Tutti dicono che non lo fanno per i soldi, ma tutti vogliono vincere e sfondare; chi lo fa per viverci uccide spesso i valori su cui si fonda tutta la baracca. Io mi tiro fuori da ogni scena, non voglio la competizione a meno che non sia sana e pacifica con il rispetto per l'altro artista/individuo, e non voglio una "grande famiglia" dove ci si parla alle spalle se qualcuno fa qualcosa fuori dagli standard o vuole fare qualcosa in più rispetto alle altre teste. Nonostante ciò, a volte anche io divento competitivo, ma sfido chiunque a mettere in discussione il rispetto che ho dimostrato a prescindere nei confronti di chiunque, così come a volte alcune persone mi fanno sentire dentro una piccola bella famiglia nonostante le idee diverse. La solidarietà a volte c'è per convenienza, altri lo sono per paura di dire qualcosa di diverso. Io penso che TUTTI dovremmo mettere da parte le idiozie ed i pregiudizi, e supportarci e spingerci l'uno con l'altro, soprattutto chi merita, e dando qualcosa in più per migliorare a chi è alle prime armi.


  • Tornando ai brani, ho notato che hai un vasto repertorio. Quando e come hai iniziato a registrare?

Sì, mi piace variare molto, a seconda di ciò che mi sento di dire. Ho iniziato a registrare circa 8/9 anni fa, con un pc, un programma free e un microfono  "da 10 euro dell'iper" (ride, nda), poi per vari problemi col pc un vicino di casa coetaneo mi ha dato una mano, pian piano abbiamo comprato microfoni migliori, scheda audio, programmi ecc, ma facciamo ancora tutto a livello amatoriale. Anzi, colgo l'occasione per ringraziarlo, lui è DD-Aff, che mi è sempre accanto per quanto riguarda la musica e non solo.
Per quanto riguarda i brani, ho iniziato a scrivere ancor prima di iniziare a cantare, facevo un po’ di freestyle e scrivevo, ho iniziato nove anni fa. All'inizio non sapevo mai cosa scrivere, come iniziare, mi bloccavo, ma una volta poggiata la penna sul foglio e scritta la prima parola scorreva tutto in automatico, come in trance, ed è ancora così. I video sono quasi tutti amatoriali, ripresi col telefono e poi lavorati al pc (Disagio Mentale, Athazagoraphobia) oppure con videocamere stupide (Dal Giorno Uno). Invece ho avuto la fortuna di lavorare con un ormai amico per il video In Compagnia Della Notte/Mentre TuttiSi Allontanano, e il risultato si vede: attrezzature professionali e uno studio dietro per saper usare i programmi e per fare le riprese. I Lyrics video sono comunque amatoriali: l'ultimo, Joker & Harley, me l'ha fatto un amico che vuole lavorarci e sta facendo pratica, un lavoro molto promettente secondo me. 



  • Vorrei che raccontassi due aneddoti: uno sul testo di "Nuovo Filosofo Contemporaneo" (mi sembra "innovativo" rispetto ad altri brani per musica e linguaggio, o no?) e uno sul video "Disagio Mentale" con PJ Zero e Mr Cyber (com'è nata l'idea?).

Partiamo da Nuovo Filosofo Contemporaneo. Ha due significati: il primo è ironico, come per dire che al giorno d'oggi tutti si sentono filosofi e poi non hanno nulla da dire, il secondo è che in un mondo contemporaneo, dove ogni cosa è stata stravolta, io che penso e ragiono (così come facevano i filosofi, ma senza paragonarmi minimamente a loro né alla loro importanza)  potrei essere un filosofo contemporaneo, e infatti a parte il ritornello, che è un puro raptus di follia (alcuni filosofi sono sono finiti in manicomio), unita a una pesantezza cosmica ("sono un alieno che si aliena durante l'alienazione del suo inconscio") il testo è più significativo di quanto possa sembrare, dentro ci sono fatti realmente accaduti, oltre ai soliti luoghi comuni (che ora i "tutti" che si credono "filosofi" dicono) rivisitati a modo mio. Insomma, tra la riflessione,l'ironia e la cruda realtà con un pizzico di follia.
Per quanto riguarda Disagio Mentale, è nato per caso, come moltissime cose! Volevamo fare un lavoro insieme, ma per varie problematiche non potevamo, allora ci siamo buttati sull'idea di fare un progetto, a cui stiamo finendo di lavorare, "Disagio Mentale Mixtape", dato che noi tre insieme siamo spesso pazzi e fuori di testa. Una volta passate le strumentali da PJ, le abbiamo selezionate, ho iniziato a scrivere e siccome era un periodo in cui avevo bisogno di svago e follia ho buttato giù qualcosa di molto folle, che solitamente non faccio. Il farla sentire a Wolf e PJ e il decidere di fare un video trash e stupido (che nessuno aveva ancora fatto qui nella zona) è stato un tutt'uno. Ci siamo divertiti a farlo e ce ne siamo altamente fregati di eventuali giudizi negativi, ci siamo organizzati ed eccolo li, è stata proprio una splendida giornata tra amici, se non ci fossero state le riprese non sarebbe cambiato nulla, anzi forse avremmo fatto di peggio!


  • Dai tuoi testi emerge tanta insofferenza per la società attuale. Poi, però, arriva "Il tutto del niente" con le sue parole a suon di "nessuno vale zero" e "sognare mondi migliori e realizzarli con le canzoni". Ammettilo, c'è dell'ottimismo, in fondo!

Più che dell'ottimismo c'è la speranza. Sono molto sensibile, ipersensibile oserei dire, sin da piccolo, e qualsiasi piccola cosa mi ha sempre ferito e fatto del male, senza contare che sono anche un sognatore, sogno ad occhi aperti... Col tempo sono diventato più freddo, sono riuscito a smorzare nella vita parte di quell'eccesso di sensibilità, nascondendolo, ma la radice è talmente forte che continua a ricrescere, ed io a tagliarne i germogli, un circolo vizioso che mi porta a vivere i miei giorni nella follia e le mie notti nella tristezza, e tutto ciò si riversa nella mia musica. Nessuno vale zero anche se molte volte sono il primo a sentirmi tale, ed è anche uno modo di dirmi "rialzati ancora, dai" perché se si resta a terra non si arriverà mai da nessuna parte. I mondi migliori li sogno, tra gli affetti, gli amori e i "non amori", una società comandata dal merito, e solo nelle canzoni posso vedere queste cose. "Il vostro tutto vale niente" perché vengono osservate solo le cose materiali, "il niente vale più del vostro tutto" perché è pieno di spazio da riempire con l'anima. Il progetto si chiama "La Speranza Di Chi è Morto" proprio per questo: andiamo verso la morte, magari siamo morti dentro già centinaia di migliaia di volte, ma continuiamo a sperare che il finale che conosciamo fin troppo bene venga di colpo riscritto. Non sono ottimista, non sono pessimista, sono un realista autolesionista poiché sogno in un mondo da incubo.


  • Progetti, live, album per il futuro?

Allora, ho un po’ di collaborazioni con qualche artista e persone che rispetto, sia su progetti loro sia su progetti miei. C'è in lavoro, Disagio Mentale Mixtape, con le basi selezionate da PJzero, poi c'è un mixtape a cui sto lavorando da prima dell'iniziativa Disagio Mentale, che si chiama Nuovo Filosofo Contemporaneo Mixtape da cui ho estratto appunto l'omonimo brano e Athazagoraphobia. Inoltre stavo lavorando ad un album che per vari motivi non potrò portare a termine secondo la visione che avevo per quel progetto quindi uscirà una raccolta dei brani che erano pronti o quasi, e quasi tutte le produzioni saranno di D-Giant (grandissimo beatmaker, liricista e una delle persone che riconosco vere). Senza considerare che, e chi mi conosce lo sa, sono una macchina da scrivere, scrivo pezzi in continuazione, quindi sto continuando ad accumulare materiale cartaceo, nella speranza di non ritrovarmi sommerso prima di far uscire i progetti appena elencati. Per quanto riguarda i live non ho nulla in programma, ma appena farò uscire qualche progetto vedrò di mobilitarmi per calcare qualche palco insieme alla mia veste preferita: la MUSICA.

Grazie JD per la chiacchierata, di seguito trovate i canali per seguirlo e supportarlo:
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Randa Recordz pagina Facebook
Canale YouTube

Per tutti gli aggiornamenti seguiteci su Salottieri in Viaggio!

- Sher

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