E invece no.
Esistono, vivono tra noi, credono che il mondo possa davvero migliorare.
Oggi voglio parlarvi di un uomo, un grande politico dell’Uruguay, Presidente uscente di una nazione che, negli ultimi anni, è cresciuta, si è migliorata. Sto parlando di José Alberto Mujica Cordano, meglio conosciuto semplicemente come Pepe. Un nome semplice, essenziale, come il suo stile di vita, un nome incisivo come la sua politica.
Finisce ora il suo mandato presidenziale, dopo cinque anni di politica condotta nel seno della sobrietà contro il consumismo sfrenato che caratterizza il ventunesimo secolo.
Tanti sono stati i passi avanti condotti dal Presidente per il suo Paese, con un occhio sempre rivolto al resto del mondo: nel 2013 ha legalizzato le droghe leggere, in particolare la cannabis; ha istituito le unioni tra coppie omosessuali e ottenuto la depenalizzazione dell’aborto.
Tanti grandi passi avanti per una nazione di neanche tre milioni e mezzo di abitanti.
Sobrietà. Parola d’ordine di tutta la sua vita che ha portato alla crescita dell’economia del Paese con conseguente diminuzione della povertà. Non solo; la disoccupazione è scesa a tal punto da stabilire, nel 2014, un record del 6,8%, senza tralasciare l’importante tema delle energie rinnovabili, in particolare quella eolica che permetterà al Paese di soddisfare circa il 30% del fabbisogno energetico.
Sobrietà che si evidenza, soprattutto, nel suo stile di vita. Pepe, infatti, per tutta la durata del suo mandato ha rinunciato alla dimora presidenziale, preferendo un’umile fattoria di campagna di proprietà della moglie, con animali e piccoli orti coltivati. L’auto presidenziale? Una vecchia Volkswagen Beetle ormai consumata dal tempo.
Come se non bastasse, Mujica dona quasi tutto l’importo del suo stipendio in beneficenza, trattenendo appena 500 dollari per il sostentamento. All’appellativo di “Presidente povero” risponde di non sentirsi tale e che, anzi, “i poveri sono coloro che lavorano solo per cercare di mantenere uno stile di vita costoso, e vogliono sempre di più. E’ una questione di libertà. Se non si dispone di molti beni allora non c’è bisogno di lavorare per tutta la vita come uno schiavo per sostenerli, e si ha più tempo per se stessi”.
Inutile sottolineare quanto io sia affascinata da questo grande uomo, dalle sue idee, dalla sua politica, dal suo stile di vita. E capisco quanto oggi sia difficile riuscire a condurre una vita così, all’insegna della povertà materiale, ma della grandezza di spirito.
Vi lascio con un pensiero del Presidente che mi ha sempre fatto riflettere e che rileggo spesso. Perché dovremmo tutti imparare qualcosa da Pepe, il Presidente di tutti.
“Sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi”.
- Sher
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